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Sudtirolo Rugby

Sito ufficiale del Sudtirolo Rugby ASD

OMAGGIO DI FINE STAGIONE AL DR. MOONARI

In occasione delle ultime settimane di attività ho sentito il dovere/piacere di riproporre un articolo di diversi mesi fa del nostro amato Moonari…leggerlo è sempre un piacere, ancor più ora che ha deciso di aderire alla “acquaterapia” diventando in poche settimane più bello, più giovane, più rilassato e particolarmente brillante e di animo puro

Ecco l’articolo

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 L’ OVALOCITA A PLACCA

Sulla rivista scientifica “Sfocus” del 2 Maggio 2014, sono stati resi noti i risultati di uno Studio condotto da un’equipe di scienziati del Global Sports Science Institut in collaborazione con il Dr. Moonari, recentemente assurto agli onori della cronaca per l’invenzione dell’asta del terzo tempo. Oggetto della complessa ricerca é un ceppo virale sviluppatosi con veemenza nella conca di Bolzano, all’intersezione dei fiumi Isarco Talvera ed Adige. Pare che nel particolare microclima della parte orientale della conca, in una localitá chiamata “Maso della Pieve” si siano venute a creare le condizioni favorevoli alla proliferazione di questo insolito patogeno identificato con il nome scientifico di “ovalocita a placca” responsabile della ovalite ematica, patologia comunemente detta “rugby nel sangue”. Alcuni scienziati credono che l’origine del patogeno sia da ricercarsi nel Regno Unito alla fine del XIX secolo, ma i focolai piú virulenti sono stati registrati nel dopoguerra in sei nazioni tra cui Francia, Irlanda, tutta la Gran Bretagna e l’Italia oltre che in qualche isola del Pacifico. Nel Bel Paese le aree piú suscettibili sono state individuate nelle regioni settentrionali, in particolare nel Triveneto, nelle zone montuose dell’Abruzzo ed anche in Sicilia sulle pendici dell’Etna. Tornando alla conca di Bolzano, dopo una fase latente negli ultimi decenni del secolo scorso e i primissimi anni dell’attuale millennio, il virus é stato probabilmente reintrodotto dalla Spagna da un biologo conosciuto come “Alvatar” a scopi sperimentali e qui ha trovato terreno fertile, benché sintetico, per una rapida espansione nel secondo decennio, contaminando centinaia di vittime.

I piú colpiti sembrano essere i bambini in etá scolastica a partire dai cinque sei anni, ma non sono esenti nemmeno gli over 40. Soggetti al contagio possono essere persone di ogni estrazione sociale, nazionalitá, razza e religione.

La sintomatologia non é uniforme nelle diverse fasce di etá, ma tutti i soggetti colpiti tendono a riunirsi in gruppi di 15-20 o piú individui, nei quali cresce progressivamente una leale aggressivitá ed una anomale propensione al rispetto delle regole ed al reciproco sostegno.

Un’aspetto curioso, che disorienta la comunitá scientifica é rappresentato dalla modalitá di veicolazione della malattia: si trasmette solo all’indietro.

Gli studiosi sono riusciti ad isolare un composto di aminoacidi, provvisoriamente chiamato “granpedatina conettidiforme”, che consente di incanalare gli ovalociti tra due bastoncelli formati da una duplice spirale di DNA non contaminato, collegati tra loro da una catena di linfociti e cosí inibirne la virulenza. L’effetto del rimedio purtroppo non é duraturo, poiché le cellule, dopo un breve periodo di stasi, riescono a riprendere vigore ricominciando a spingere verso il loro obiettivo. Si é notato che proprio in questa fase gli ovalociti tendono a radunarsi in veri e propri raggruppamenti, dando origine alle caratteristiche formazioni a placca.

Data la breve durata dell’effetto della granpedatina, i medici stanno mettendo a punto una terapia articolata in tre tempi. La fase decisiva é proprio la terza, ma presenta ancora dei punti di criticitá, in quanto non é esente da rischi ed il successo non é garantito.

In questa fase vengono somministrati agli adulti lenitivi ottenuti dalla fermentazione di cereali come frumento, orzo, mais, fiori di luppolo o bacche di Vitis vinifera (bianco o rosso), mentre per pazienti piú giovani si consigliano bibite aromatizzate accompagante da composti derivati dalla lavorazione del grano duro, arricchiti con una preparazione a base di Solanum lycopersicum e tessuto connettivo di Bos Taurus e Sus scrofa domesticus, preparazione comunente nota come pasta al ragú.

La terapia puó provocare nell’adulto vomito, nausea e cefalea, che puó protrasi fino a 24 ore dopo il trattamento. Nell’etá infantile l’unico effetto collaterale é un possibile aumento del peso corporeo.

Come si diceva la guarigione non é assicurata. È noto il caso di un serio commercialista, che sottopostosi molteplici volte alla cura non é riuscito a debellare l’infezione. Nelle medesime condizioni versano istruttori, archeologi, pedagoghi ed insegnanti, esponeti del Ministero della Difesa, delle Forze dell’Ordine, impiegati semplici, bancari, addetti alla ristorazione, osteopati e geometri. Proprio un paziente appartenente a quest’ultima categoria rappresenta un caso limite. Benché il soggetto sia direttamente coinvolto come assistente nell’ applicazione delle cure, la malattia non accenna ad arrestare il suo decorso.

L’azienda sanitaria, e le Autoritá locali, allarmate per la rapida diffusione del contagio, stanno seriamente prendendo in considerazione l’ipotesi di creare un’area di contenimento dove ioslare la popolazione colpita. Quest’area denominata Centro di Ovalitá “Cavalieri” dovrá essere provvista di appositi campi di educazione delimitati da righe bianche su sfondo verde e caratterizzate dalla presenza su due lati di due elevate strutture ad H, che rappresentano la speranza, richiamando la tipica forma della granpedatina, ad oggi l’ unica possibilitá di guarigione. Ai pazienti piú gravi verranno garantiti rifugio ed assistenza all’interno di un moderno e funzionale edificio chiamato Cavaliers Club House, dove sará allestito un locale opportunamente attrezzato, destinato esclusivamente allo svolgimento della delicata terza fase della terapia.

Malgrado gli sforzi della scienza medica, gli esperti sono moderatamente pessimisti e ritengono che le speranze di poter contrastare l’ inarrestabile espansione di questa amata virosi, siano ridotte al lumicino.

 

4 Responses so far.

  1. Cristina ha detto:

    Grande!
    Un’ammiratrice veneziana

  2. Rosanna ha detto:

    Sì, è proprio bravo… questo Moonari!
    (la moglie di Moonari 😉

  3. sergio ha detto:

    Bell’articolo.

    sergio

    W il sudtirolo Regbi

  4. Álvaro ha detto:

    Bravi !


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